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Guide - LUOGHI DA VISITARE

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I musei più strani del mondo

“Dalì, Picasso, Frida Kahlo? No, grazie. Preferiamo alieni, mostarda e scarafaggi”. Il mondo è pieno di musei davvero fuori dal comune. Dal Giappone agli Stati Uniti, passando per la Gran Bretagna, abbondano collezioni ed esposizioni di oggetti e creature (non più) viventi che fanno parte della nostra vita quotidiana e a cui qualcuno ha deciso di dare un posto di rilievo nel mondo. Se siete fan di E.T. e continuate a chiedervi se ci sono forme di vita sugli altri pianeti, sarà d’obbligo una gita a Roswell, cittadina del New Mexico (Usa) dove la leggenda narra che nel 1947 siano atterrati gli alieni. I musei dedicati agli Oggetti Volanti Non Identificati sono tre. Nei pressi dell’aeroporto c’è ‘The Ufo Enigma Museum’, in periferia c’è invece il ‘Midway Sighting Ufo Museum’. Ma il più famoso è senza dubbio l’International Ufo Museum and Research Center’ (roswellufomuseum.com). Tra i souvenir in vendita nel bookshop troverete guide alla cucina extraterrestre e lecca lecca fluorescenti a forma di marziano. Il periodo ideale per andare a Roswell è la prima settimana di luglio, durante la quale, ogni anno, si svolge l’Ufo Summer Festival (roswellufofestival.com): sfilate in costume, spettacoli pirotecnici, cineforum e grigliate a tema. Rimanendo negli Stati Uniti, in Texas e per la precisione a Plano, c’è la ‘Cockroach Hall of Fame’ (pestshop.com/cockroaches.html), nata da un’idea di Michael Bohdan, esperto di insetti infestanti e appassionato di trasformismo. All'interno del suo negozio di pesticidi, The Pest Shop, Bohdan ha allestito una collezione davvero unica nel suo genere: scarafaggi morti (ri)vestiti nei panni di celebrità come Elvis Presley e Britney Spears. L'idea ha riscosso un buon successo, al punto da ispirare un concorso nazionale di "Roach Art". Altrettanto originale è la storia del fondatore del "Mustard Museum" di Middleton, sempre negli Stati Uniti (mustardmuseum.com). Il 28 ottobre 1986 Barry Levenson, all’epoca assistente del procuratore generale del Wisconsin, aveva appena assistito alla sconfitta dei Boston Red Sox, la sua squadra del cuore, alla finalissima del campionato di baseball. Mentre rifletteva sul significato della sua vita in un supermarket, sentì una voce davanti al reparto delle mostarde, una specie di illuminazione: "Se ci collezionerai, diventerai ricco". Da quel momento Barry decise di abbandonare il lavoro e di aprire il museo, che oggi ospita una collezione di oltre 5.000 mostarde provenienti da oltre sessanta nazioni. I veri buongustai, poi, avranno a disposizione il Tasting Bar (l’angolo delle degustazioni) ed il Confidential Condiment Counselor, un ‘consulente del gusto’ in grado di suggerire gli abbinamenti più indovinati per ogni piatto. Anche l’Europa, però, si difende bene. A Praga e a Tallinn, ad esempio, c’è il Museo degli Strumenti di tortura medievale. In Gran Bretagna, nella regione della Cornovaglia, a Boscastle, c’è infine il ‘Museum of Witchcraft’ (museumofwitchcraft.com), dedicato alle streghe ed alle stregonerie. Aperto da aprile a novembre, ospita la più grande collezione al mondo di manufatti, bamboline, specchi, portaincensi, ricettari e pozioni.

Le spiagge più incantevoli (Mediterraneo e Nord Europa) -- leggi guide
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Le spiagge più incantevoli (Mediterraneo e Nord Europa)

Spiagge nascoste, baie e calette dove il tempo sembra essersi fermato… Esistono ancora angoli di paradiso terrestre al riparo dagli ‘effetti collaterali’ del turismo di massa e non è neanche necessario volare dall’altra parte del mondo. L’Europa mediterranea, ad esempio, è ancora ricca di piacevoli sorprese. Tanti sono i tesori naturalistici ‘nascosti’ nel Montenegro. Sabbia bianchissima ed acqua limpida sono il biglietto da visita della penisola di Luštica, situata lungo la costa meridionale. In particolare, la meta più ambita è Dobrec, raggiungibile solo via mare. Da non perdere, per un'escursione in barca, è anche la Grotta Blu (Plava Špilja), cavità naturale dai multiformi riflessi di luce. Nelle vicinanze di Radovići, principale cittadina della penisola, c’è Pržno, una splendida distesa di sabbia bianca con pineta e olivi. Najova Kula, sulla riviera di Kotor, è una spiaggia ciottolosa lunga sessanta metri e bagnata da un mare cristallino e pulitissimo. Alle sue spalle, poi, c’è un suggestivo sfondo di piante di alloro che inebriano l’aria con il proprio profumo e rendono il relax ancora più profondo. Spostiamoci in Croazia. Qui non ci sono solo Brac e Hvar. Kamenjak, piccola penisola a sud di Pula, colpisce per la sua natura selvaggia: è un’area protetta – con una ricca flora selvatica e numerosi sentieri che attraversano il territorio, senza dimenticare gli arenili ciottolosi bagnati da acque trasparenti -, anche se poco conosciuta. Se siete amanti del riposo in solitudine, volate in Turchia. Per arrivare a Kabak, nel sud-ovest del Paese, ci vuole un po’ di impegno (almeno venti minuti di scarpinata), ma ne vale la pena: vi aspetta una spettacolare spiaggia deserta perimetrata da imponenti scogliere. “Isola del paradiso” è invece il significato di Gökçeada, a nord dell'ingresso ai Dardanelli, la più grande isola della Mezzaluna. Un posto unico, con un'atmosfera che ricorda la Grecia. La spiaggia più bella è ad Aydıncık, ma meritano un’escursione (e un tuffo in mare) anche i litorali più piccoli che si incontrano proseguendo verso ovest, a Kapıkaya e Uğurlu.  In Corsica, rocce e macchia mediterranea fanno da sfondo ad un’incantevole distesa di sabbia bianca accarezzata da un mare azzurrissimo, che degrada lentamente: siamo a Roccapina, tra Bonifacio e Sartene. Altra perla low cost del Mare Nostrum è Bugibba, a Malta. Il percorso che si distende lungo la costa rocciosa, da Salina Bay a St Paul's Bay, offre suggestive panoramiche sul mare aperto e sull’isola di St Paul's. Paesaggi da fiaba, infine, s’incontrano anche nel Nord Europa. L'arcipelago di Kvarken, nel Golfo di Botnia, tra la Finlandia e la Svezia, è formato da settemila isolette disseminate nel raggio di 150 km. ed è l’ideale per una full immersion nella natura, con i suoi incantevoli paesaggi che emanano un senso di pace ed una quiete senza pari. La più bella (e la più estesa) della Germania: è  l’isola di Sylt, nel Nordfriesland, Schleswig-Holstein, non lontana dalla Danimarca. Scorci mozzafiato impreziositi da lunghe e bianchissime spiagge.

Le destinazioni ideali per un safari alternativo -- leggi guide
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Le destinazioni ideali per un safari alternativo

La location ideale per un safari? Non ci sono solo Kenya e Sudafrica. Le destinazioni alternative per andare alla scoperta della natura più selvaggia sono ad ogni latitudine. A Sharm el Sheikh, ad esempio, si possono visitare località suggestive come il Canyon Colorato, il Monte Sinai ed il monastero di Santa Caterina con un safari in jeep e la cammellata nel deserto, che solitamente si conclude con una degustazione del tipico tè beduino. Flora, fauna e tramonti che non hanno nulla da invidiare a quelli africani li potete trovare in Australia. Bastano tre giorni per un tour completo che, a partire da Alice Springs vi porterà alla scoperta delle pittoresche catene montuose James e Waterhourse, con sosta presso una caratteristica fattoria della zona ed una passeggiata a dorso di cammello. Una volta ad Ayers Rock, poi, sarà possibile ammirare gli spettacolari Monti Olgas, dove fioriscono specie di piante uniche al mondo, nel Kata Tjuta National Park, e le infinite sfumature di rosso che colorano il monolito al tramonto, sorseggiando un calice di buon vino australiano. Un safari in salsa d’astice, tra decine di isole e penisole, è possibile anche nei mari del Nord. La destinazione, in questo caso, è Göteborg, seconda città della Svezia. Nella regione del Bohuslän, tra campi in fiore, rocce levigate e schiere a grappoli di casette colorate, sono nati i safari in barca per la pesca degli astici, che si svolge da settembre ad aprile. I ritmi ed i paesaggi non sono quelli africani, ma è un’esperienza comunque invitante e alla portata di tutti: nessuna levataccia all'alba, tanto l'astice si pesca in tutta tranquillità, dopo aver pranzato. Aria pura, natura incontaminata, aree (sono ben 250 tra parchi nazionali e riserve regionali) e specie protette anche nell’India centrale (dove i parchi, però, sono chiusi durante la stagione estiva a causa dei monsoni), nello Stato del Madhya Pradesh, con le sue caratteristiche casette tinte d’azzurro dei villaggi abitati dagli aborigeni o nello Stato settentrionale del Gujarat (qui vivono in libertà gli ultimi trecento esemplari di leone asiatico). I parchi da non perdere sono 65, quasi tutti ex riserve di caccia di principi e maharaja: uno di questi, il Kanha – un paradiso per gli appassionati di birdwatching, con le sue trecento specie di uccelli -, ispirò lo scrittore inglese Rudyard Kipling nella stesura de ‘Il libro della giungla’. Nel Bengala c’è la riserva naturale del Sundarbans, la più grande foresta fluviale di mangrovie del mondo, che si estende sul delta del Gange per 26mila chilometri quadrati. Qui potrete ammirare delfini, coccodrilli e tartarughe delle specie più variegate. In Canada, infine, è possibile provare lo Ski Safari, un percorso ideale per scoprire una vasta area di montagne, tra paesaggi incantevoli e vette maestose, attraverso le località più rinomate: Alberta e la British Columbia; Banff e Sunshine Village (cento piste di ogni livello che si estendono sui versanti di tre montagne, tra 1600 e 2700 metri di altitudine); Lake Louise e Kicking Horse; Revelstoke (caratterizzata da boschi a precipizio, circhi glaciali, canali, salti di roccia e piste larghissime); Whistler & Blackcomb.

I nuovi quartieri 'cool' - Londra e Berlino -- leggi guide
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I nuovi quartieri 'cool' - Londra e Berlino

Londra, Parigi, Berlino, New York: il bello delle metropoli è che non sono mai uguali a se stesse. Si reinventano in continuazione, basta qualche anno – e soprattutto giovani e artisti di buona volontà – per far nascere un nuovo quartiere cool: quello con i locali più all’avanguardia, i residenti più anticonformisti, le strade in cui si respira aria davvero nuova. Tra le città in costante fermento artistico e culturale, c’è sicuramente Berlino. I creativi che fino a qualche anno fa affollavano i caffè di Prenzlauer Berg e gli habitué della multietnica Kreuzberg si sono spostati verso sud, in direzione Neukolln, stabilendosi tra la Maybachufer, il Kottbusser Damm, la Weichselstrasse e la Sonnenalle, area complessivamente ribattezzata Kreuzkölln. Un quartiere all’apparenza borghese (era una enclave di Berlino Ovest), riammodernato a mo’ di museo d’arte contemporanea con spazi multifunzionali, temporary stores, atelier che danno una seconda vita agli abiti smessi, mostre allestite da graphic designers, happening a base di art-and-food, tavoli da ping pong agli angoli delle strade. Spiccano, tra gli altri, il Sing Blackbird, café vintage store della statunitense Tasha Arana e della croata Diana Durdic. Qui, ogni domenica, ci si dà appuntamento per il breakfast vegano. Ed il mercato turco di Maybachufer, ottimo per acquistare frutta e verdura biologica e per gustare falafel, currywurst e kofte. Di notte la vita si anima nei locali dal gusto underground come il Raumfahrer, il Mama Bar e l’A Bar, dove le serate trascorrono con interminabili partite di calcetto. Spostiamoci a Londra. La metamorfosi di Islington, antica periferia metropolitana, ha avuto inizio negli anni Settanta, quando alcuni banchieri della City trasformarono l’ex quartier generale dei gangster in un quartiere cool pieno di futuristici loft, oggi abitati da attori, artisti e giornalisti. Qui, infatti, c’è la redazione del “Guardian” e i redattori di “The Face” si ritrovano prima al Fluid Bar, dove servono dell’ottimo sushi con sottofondo di musica ambient, e poi al Fabric, il club più in del momento. All’Almedia Theatre, il più importante tra i piccoli teatri londinesi, ogni settimana vanno in scena pièce ardite da sold out, mentre il Sadler’s Wells si è guadagnato la definizione di nuovo tempio della danza contemporanea. Upper Street è il cuore pulsante di Islington, con i suoi negozi di design ed arredamento d’avanguardia (come Twenty Twenty-One), gallerie (su tutte il Crafts Council) e ristoranti in grado di soddisfare qualsiasi voglia in fatto di cucina etnica. Per dormire in zona, merita il “nido del corvo”, la suite di the Rookery, piccolo hotel di Peter’s Lane che vi lascerà a bocca aperta: 33 camere, tutte lussuosamente arredate, con sala da ballo eduardiana e soggiorno sospeso sui tetti della City.  Shoreditch, infine, è già stato ribattezzato ‘la nuova Soho’. Quartiere rinato dai rottami dei capannoni industriali abbandonati a nord di Londra, è diventato il cuore pulsante della vita notturna dove gli hobo, post-romantici nomadi metropolitani fanno l’alba all’insegna del bar hopping, saltando da un locale all’altro. Il più gettonato, tra questi, è The Electicity Showroom, ad Hoxton Square, ricavato da un emporio di articoli elettrici.

Un'isola, un sogno: St. Barth -- leggi guide
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Un'isola, un sogno: St. Barth

E’ il buen retiro del dorato mondo del fashion biz (tre nomi su tutti: Donatella Versace, Tommy Hilfiger e Tamara Mellon) e del cinema, ma in passato ha ospitato, tra gli altri, Rudolf Nureyev, Ivana Trump, Hernest Hemingway, i Rockfeller ed i Rotschild. Ricorda tanto Saint Tropez e la sua atmosfera così Sixties. Mare cristallino, vegetazione fitta e lussureggiante, clima favorevole tutto l’anno: l’ideale per chi è alla ricerca non solo di relax ma anche di tanta privacy. Stiamo parlando di St. Barth (Saint Barthélemy, dal nome del fratello maggiore di Cristoforo Colombo), perla caraibica delle Indie Francesi Occidentali. Una nuova guida super-patinata e fresca di stampa, ‘In the spirit of St. Barths’ (ed. Assouline), di Pamela Fiori, ne svela i tesori ed i segreti. Attraversando le strette stradine di questa minuscola isola tropicale, così elitaria e misteriosa, si può trovare di tutto: dagli scenari mozzafiato offerti dalle saline, dalle coltivazioni di ananas e dalle smeraldine vallate piene di palme, flamboyant e cactus alle boutique delle griffe più prestigiose – da Roberto Cavalli a Louis Vuitton, da Gucci a Cartier – della capitale Gustavia. Le mega ville delle celebrities sono off limits per i turisti, ma ce ne sono tante altre – molte delle quali con piscina privata, Jacuzzi e accesso diretto alla spiaggia - che possono essere affittate anche per brevi periodi. L’euro è la moneta in uso per lo shopping isolano che, oltre ai grandi marchi, propone ai visitatori interessanti brand del posto, come Lolita Jaca e Poupette per l’abbigliamento, Bijoux de Mer per chi non resiste al fascino delle perle nere e Ligne St. Barth per la cura del corpo con prodotti naturali. Il percorso ideale per trascorrere la prima parte della giornata – quella da dedicare al sole, al mare e alle passeggiate sul bagnasciuga – parte da Grands Calets, piccola baia non lontana dalla capitale, il cui arenile è formato da conchiglie rosate, per poi proseguire tra palme ed oleandri verso Gouverneur e Colombier, spiagge che della cipria hanno sia il colore che la consistenza, ed infine raggiungere la più rocciosa Grande Saline. Corossol è la destinazione da non perdere per una suggestiva immersione tra le tartarughe, mentre le Grand Fond è l’angolo più selvaggio dell’isola, tra palme, cactus, piante di aloe e tavole da windsurf che si rincorrono tra le onde. Arriva il tramonto, il momento giusto per incontrarsi (e per fare vip watching) al funky bar Le Select, dove si può scegliere tra un aperitivo, una grigliata di pesce o la specialità della casa, il ‘cheeseburger in paradise’. Molto gettonato anche il Bonito, sunset bar&restaurant in total white: il conto, un po’ salato, sarà ripagato dalla suggestiva vista panoramica di cui si può godere. Per la cena ci si può fermare in zona porto, a La Route des Boucaniers, oppure al Baz Bar (la specialità è il sushi, con musica dal vivo in sottofondo) o ancora al Christopher, a Pointe Milou, con le prelibatezze tipiche della cucina creola. Per chi ha voglia di tirare l’alba, infine, c’è il Le Tì, dove si balla sui tavoli all night long e le feste a tema sono all’ordine del giorno: lasciate fare a Carol, la titolare, alla sua contagiosa voglia di divertimento e di innocenti trasgressioni!

 

 

I paradisi naturali a rischio di estinzione -- leggi guide
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I paradisi naturali a rischio di estinzione

Tra i posti da visitare ‘prima che sia troppo tardi’ – scadenza per qualcuno rappresentata dal matrimonio, per qualcun altro dall’avanzare della terza età con i suoi acciacchi, ecc. – ce ne sono alcuni che dovrebbero avere la precedenza nei piani di ogni turista responsabile. Si tratta di quei luoghi meravigliosi che in un futuro non molto lontano rischiano di scomparire o di essere gravemente compromessi a causa dei cambiamenti climatici e delle loro conseguenze (innalzamento del livello dei mari, desertificazione, scioglimento dei ghiacciai, ecc.). “100 places to go before they disappear” (ed. Abrams), impreziosito da un suggestivo corredo fotografico, è l’ultima pubblicazione, in ordine di tempo, che affronta questo delicato argomento. Tra le meraviglie a rischio di estinzione c’è, ad esempio, Nunavut: due milioni di chilometri quadrati di territorio, nel Canada settentrionale, in cui convivono foche, orsi polari, trichechi e più di 25mila Inuit, la popolazione nativa, e canyon con reperti fossili di piante ed animali risalenti a circa 5mila anni fa. Qui lo scioglimento dei ghiacciai può produrre conseguenze davvero catastrofiche. Rischia di scomparire, a causa dell’aumento della temperatura delle acque  (3° entro il 2100, si stima), anche la grande barriera corallina dell’Australia, con i suoi 344mila km. quadrati, lungo 2.600 km. di costa nord-orientale del Paese, che ospitano quattrocento diverse specie di corallo di ogni sfumatura immaginabile, 1.500 varietà di pesci e migliaia di molluschi la cui vita dipende proprio dal corallo. A far danni alle Hawaii sono invece la deforestazione e l’introduzione di animali non endemici: nell’isola di Kauai, conosciuta come ‘The garden island’ - la più antica e la quarta in ordine di grandezza delle Hawaii, nonché uno dei luoghi più umidi della Terra – è a rischio l’habitat degli honeycreepers, una particolare specie di micro-uccelli che si nutre di nettare. Un altro posto da visitare prima che sia troppo tardi è la riserva di Masai Mara, in Kenya, savana che insieme a quella di Serengeti in Tanzania copre in totale 25mila chilometri quadrati di territorio uniti da un unico ecosistema. Nei mesi di luglio e di ottobre fanno da scenario al più vasto e vario movimento migratorio del mondo, animali selvaggi e da pascolo in cerca di erba fresca: a rendere l’ecosistema sempre più fragile sarà il graduale spostamento delle piogge, con il progressivo inaridimento di tutta la zona. Destino segnato anche per il Bangladesh: qui la stagione dei monsoni dura da giugno a ottobre e calamità naturali come cicloni tropicali, inondazioni e tornado si verificano quasi ogni anno, sommandosi ai danni provocati dalla deforestazione. Secondo gli scienziati metà del territorio rischia di venire completamente sommerso se il livello del mare si alzerà ancora di un metro. Il Komodo National Park è stato fondato nel 1980 nell’omonima isola indonesiana per proteggere i suoi varani. Il varanus komodoensis è il più grande sauro vivente, un rettile che può superare i due metri di lunghezza: può essere paragonata ad un’enorme lucertola, ma in questo caso è carnivora. Il mare dell’isola, inoltre, è da annoverare tra i più belli del mondo per le sue 250 specie di coralli, per le migliaia di varietà ittiche che ospita e per le splendide tartarughe. Con l’innalzamento del mare si assisterà all’erosione delle mangrovie e delle spiagge sulle quali le tartarughe depongono le proprie uova. Rischiano di essere totalmente sommerse dal mare, infine, le 1.200 isolette che compongono il paradisiaco arcipelago delle Maldive (sette, tra queste, sono già state evacuate): è sufficiente che il livello delle acque, complice lo scioglimento dei ghiacci, s’innalzi tra i 18 e i 59 centimetri e gli atolli diventeranno virtualmente invivibili.

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Amburgo, capitale verde d'Europa 2011

Progetti di recupero architettonico, mobilità sostenibile, accessibilità degli spazi verdi, lotta agli sprechi. Sono questi ed altri i motivi che hanno spinto l’Unione Europea a tributare un importante riconoscimento alla città di Amburgo, capitale anseatica adagiata sulle rive dell’Elba, seconda in Germania per popolazione (dopo Berlino) e tra le prime nel continente per reddito pro-capite: la conquista del titolo di capitale verde d’Europa per il 2011 (hamburggreencapital.eu). Basti pensare al quartiere del porto: là dove prima c’erano solo capannoni, gru, container ed officine oggi – in ossequio alla filosofia del ‘water living’, cioè del vivere dolcemente sull’acqua - sorgono edifici alimentati da pannelli solari, impianti geotermici e strutture all’avanguardia che trasformano i rifiuti in gas ed energia pulita. Ma non solo: al porto di sera la vita si anima tra ristoranti, localini, sale concerti e discoteche. Svetta, nella nuova skyline, il profilo di cristallo dell’Elbphilarmonie, edificio-simbolo della svolta verde progettato dagli architetti Herzog e De Mueron - simile alla vela di una nave, è alto più di cento metri -, al cui interno verranno realizzati un auditorium e un design hotel. Fa già parlare di sé, poi, la Marco Polo Tower, edificio di lusso alto 56 metri, con diciassette piani ad uso residenziale, la cui forma caratteristica si definisce attraverso un leggero avvitamento rispetto all’asse centrale e dagli angoli stondati dei parapetti dei balconi. Il palazzo, inoltre, soddisfa in pieno il concetto di autosufficienza energetica: è dotato di collettori fotovoltaici sul tetto per fornire l’elettricità necessaria per la climatizzazione degli appartamenti. Sempre nell’area portuale, nel nuovo quartiere di HafenCity, merita una visita la Speicherstadt, il più grande complesso di magazzini al mondo. Gli edifici ottocenteschi poggiano su palafitte di legno di quercia e sono incorniciati da un reticolo di canali e ponticelli. Qui, la sera, è possibile ascoltare buon musica e assistere ad inedite pièce teatrali, mentre la domenica mattina, come fanno le famiglie di Amburgo, potrete iniziare la giornata con un’insolita colazione a base di Fischbrotschen, i panini con le aringhe, il cui odore invade l’intera area del Fischmarkt, l’antico mercato del pesce. Dopo aver fatto colazione potreste salire a bordo dei bianchi battelli a vapore per una rilassante gita al lago Alster. In pieno centro cittadino – per spostarvi da una parte all’altra della città potete utilizzare i trasporti pubblici, tra i migliori della Germania, o le biciclette, sfruttando una rete molto estesa di piste ciclabili - c’è un’altra attrazione green da non perdere: il parco ‘Planten un Blomen’, polmone verde con giardino botanico, serra tropicale e il più grande giardino giapponese d’Europa. Da maggio a settembre è possibile assistere ogni giorno a suggestivi giochi d’acqua sul lago abbinati a concerti musicali in notturna. Nel giardino zoologico Hagenbeck si possono invece osservare da vicino giraffe, cuccioli di elefante, gruppi di pappagalli ara in volo, scimmie, tigri e tanti altri animali che vivono in ampie strutture progettate nel rispetto delle loro condizioni di vita naturali (l’attrazione più recente è il modernissimo acquario). I più romantici, infine, si spingeranno fuori città, fino al piccolo borgo di Blankenese, già ribattezzato ‘la Positano del Nord Europa’, per le il susseguirsi di ville che s’inerpicano sulla collina a picco sull’Elba ed i mille sentieri nel bosco, così invitanti per chi ha voglia di una passeggiata rigenerante!

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Tour e destinazioni per i bibliofili

Bibliofili di tutta Italia, unitevi e…partite! Sono sempre di più le agenzie e i tour operator che propongono pacchetti ad hoc nei luoghi che ispirarono Jane Austen, Dante Alighieri o Beatrix Potter. E sono sempre di più anche le località che si fanno conoscere ed apprezzare per le librerie antiquarie, i festival letterari ed i negozi di antichi e (quasi) introvabili volumi usati. Partiamo da due casi, letterari prima e cinematografici poi, degli anni più recenti. Si tratta di due saghe fantasy: quella dei vampiri di Twilight (i quattro romanzi scritti da Stephanie Meyer: Twlight, New Moon, Eclipse e Breaking Dawn) e dei maghetti di Hogwarts  capitanati da Harry Potter (la firma è di J.K. Rowling e i romanzi sono sette: "Harry Potter e la Pietra Filosofale", "Harry Potter e la Camera dei Segreti", "Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban", "Harry Potter e il Calice di Fuoco", "Harry Potter e l'Ordine della Fenice", "Harry Potter e il Principe Mezzosangue", "Harry Potter e i Doni della Morte"). Per ripercorrere le orme dei vostri eroi di carta potete affidarvi alla Novel Journeys, agenzia creata da due devote fan della saga di Twilight: verrete catapultati nella terra degli antichi Volturi, in Toscana, sia attraverso gli scenari del libro (Volterra) che attraverso quelli del film (Montepulciano, dove sono state girate le scene italiane). HP Fan Trips è, invece, un gruppo auto-organizzato di sfegatati ammiratori di Harry Potter: si va tutti insieme nei luoghi citati dalla saga, come il castello che ha ispirato Hogwarts o il mitico platform (binario) 9 e ¾, il cui cartello esiste realmente a Londra, alla stazione di King's Cross. L’obiettivo è quello di calarsi nelle atmosfere del romanzo, quindi tenetevi pronti per una partita di Quidditch tra babbani. Non mancano le proposte destinate a chi, in fatto di buone letture, ha gusti più classici. I literary tour si svolgono in quasi tutte le città del mondo. La Classical Pursuits è un’agenzia che si occupa proprio dei capolavori del passato: dai luoghi della Divina Commedia di Dante alla Germania di Goethe. Lo Scottish Literary Tour Trust, invece, ripercorre la storia della letteratura e della poesia nazionale in modo divertente e originale, ad esempio con visite guidate ai pub di Edinburgo più citati dagli scrittori. E tra le altre proposte della stessa agenzia spiccano: Londra, sulle orme di Sherlock Holmes; il Mississipi narrato da Mark Twain in battello; Federico Garcia Lorca e la sua Granada; l’Iliade e l’Odissea attraverso le isole greche. Tra i siti web da consultare prima della partenza, si segnala invece The Literary Traveller, una guida autorevole per il viaggiatore/lettore attraverso gli innumerevoli scenari da romanzo. Tra le piccole località che fanno parlare di sé per le originali iniziative legate alla passione per la lettura, va citata senza dubbio Fjærland, paesino nella zona centrale della Norvegia, sulle sponde del fiume Bøyaøyri: i residenti censiti sono appena 300, ma qui sono custoditi oltre 250.000 volumi. Durante la stagione estiva è possibile accedere alle venticinque librerie che li accolgono, tutte tematiche: arte, storia, viaggi. Sempre a Fjærland, inoltre, i libri non si vendono solo nei negozi. La principale via del paese è ‘arredata’ con scaffali pieni di tomi antichi o usati, con il prezzo ben visibile in copertina: chi è interessato ad acquistarli deve solo infilare i soldi nell'apposita cassetta. Uno spettacolo davvero unico, che ogni anno attira decine di migliaia di visitatori, che, una volta sul posto, ne approfittano anche per visitare il Parco Nazionale dello Jotunheim, il Museo Nazionale dei Ghiacciai e l'estuario del Bøyaøyri, habitat naturale per più di duecento specie di uccelli. Il titolo di prima ‘città del libro’ al mondo va, però, ad Hay-on-Wye, tipico villaggio britannico immerso nel verde della campagna con 1.500 abitanti. Nel 1961 Richard Booth, neolaureato ad Oxford, decise di utilizzare i propri risparmi per un progetto lungimirante, trasformando un vecchio cinema, un castello ed una stazione dei pompieri in librerie riservate al commercio di volumi usati. Oggi Booth è uno dei più importanti rivenditori di libri usati (stampati in decine di lingue) del Vecchio Continente, mentre Hay-on-Wye conta più di quaranta librerie ed ospita anche un'omonima rassegna artistico-letteraria che ogni anno raduna scrittori, attori, registi e musicisti provenienti da tutto il mondo. L'Hay Festival ha riscosso negli anni talmente tanto successo che Cartagena, Nairobi, Beirut, Belfast e tante altre città, perfino le Maldive, ne hanno creato una propria versione.

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I giardini più belli

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Laghi, vulcani e scogliere: cinque mete fuori dal comune -- leggi guide
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Laghi, vulcani e scogliere: cinque mete fuori dal comune

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