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Guide - GALATEO E FOLKLORE

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Il galateo del globetrotter

Mance, abbigliamento, linguaggio non verbale. Il bon ton ha ancora una grande importanza e ogni Paese ha le proprie usanze. Informarsi prima di partire è la cosa migliore da fare se si vogliono prevenire situazioni imbarazzanti, anche in contesti piacevoli come quelli vacanzieri. Primo argomento: cosa mettere in valigia. Jeans, canotta e infradito: tutto ok? Non sempre. Nei paesi arabi ed islamici, pantaloni corti e canottiere vengono percepiti come un’offesa al buon gusto anche se indossati dagli uomini. Idem in Estremo Oriente, dove la nudità è appannaggio delle classi più umili. Neanche il casual è sempre apprezzato. Se i jeans da noi sono ormai dei passepartout per ogni occasione, in alcuni Paesi non vengono compresi. In Australia i denim pants sono destinati ai lavori più umili della campagna. Molti stati islamici, poi, li considerano l’abbigliamento del diavolo (vista la predominante provenienza americana). Indossandoli vi potrebbe capitare di essere insultati per strada. Secondo argomento: la mancia. I londinesi, ad esempio, non lasciano alcun sovrapprezzo ai tassisti: i turisti, invece, agiranno a propria discrezione e secondo buon senso. Neanche in Svizzera si usa, però si tratta di un anacronismo gradito. Nel Nord Europa di solito il servizio è compreso nel prezzo, anche sui taxi, e non si aggiunge nulla. Anche in Australia sono molto poco usate (anche in taxi, sul quale, se viaggiate da soli, siederete davanti insieme all’autista). Nei paesi latinoamericani, gli italiani sono conosciuti per le mance spropositate: l’importo giusto è del 10% sul conto di ristoranti e bar. Negli Usa, al contrario, la mancia (intorno al 15%) è un obbligo visto che sul prezzo da pagare non viene mai incluso il servizio. Anche in Cina la mancia è sempre gradita, ma in albergo, al bar o al ristorante bisogna avere l’accortezza di non dire ‘grazie’. Ultimo, ma non meno delicato, argomento: il linguaggio non verbale. Il Paese dove gli italiani più rischiano di inciampare in spiacevoli fraintendimenti è il Giappone. Innanzitutto, non è il caso di scambiarsi baci, seppur innocenti, sulle guance. E neanche di offrire aiuto a una persona appena inciampata e caduta. Le vostre buone intenzioni si tradurrebbero in una ulteriore offesa per la persona che con quell’incidente ha già perso la faccia. In ascensore è vietata la galanteria verso le donne, come lasciarle passare per prime: è una cortesia da riservare solo alla persona più anziana e di sesso maschile. In terra nipponica, inoltre, mai guardare negli occhi il proprio interlocutore - verrebbe interpretato come un gesto di sfida - men che meno una donna:  non solo è maleducato ma equivale a una vera e propria proposta sessuale. Durante una conversazione è preferibile tenere basso lo sguardo basso o tenere comunque gli occhi a qualche centimetro dalla spalla della persona a cui ci si rivolge. Bandita, infine, la mancia: il lavoro, qui, è una missione di vita.

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Il galateo del sushi: come comportarsi ad una cena giapponese

Sushi, sashimi e tempura… come comportarsi a tavola? Ecco qualche suggerimento per fare bella figura durante un pranzo o una cena giapponese. ‘Itadaki masu’ è l’espressione che più si avvicina al nostro ‘buon appetito’ e va pronunciata prima di iniziare a mangiare per esprimere gratitudine per il pasto che si sta per consumare. Prima ancora, però, ordinate l’Omakase. Anche se vi considerate dei veri esperti in materia di sushi, la regola è che il cuoco ne sa più di voi: sa quindi che cosa è fresco e di stagione. Omakase vuol dire lasciar fare allo chef, il che dovrebbe essere garanzia di pesce fresco e pregiato (la conseguenza sarà un conto piuttosto salato…). I cuochi di sushi mal digeriscono il fatto che gli occidentali spesso si limitano ad ordinare solo tonno e salmone. Altra regola: non versatevi mai da bere per primi. Il bon ton nipponico vuole che versiate da bere a tutti gli altri, poi appoggiate delicatamente la bottiglia sul tavolo. Ad un altro commensale toccherà ricambiare la gentilezza. Versatevi un po’ di salsa di soia nell’apposita ciotolina e se vi va scioglieteci dentro un po’ di wasabi, anche se molti cultori del sushi sostengono che il wasabi non si sposi bene con nigiri sushi ed i maki rolls. A questo punto, impugnate le bacchette (in Giappone si ritiene che le nostre posate di metallo diano ai cibi un sapore sgradevole): come si fa? La bacchetta superiore deve essere tenuta tra pollice, indice e medio e viene mossa su e giù, mentre la bacchetta inferiore è tenuta ferma, poggiata nell'incavo del pollice. Per prendere il cibo la bacchetta inferiore va tenuta ferma mentre abbassate con l’indice la superiore per afferrarlo. A dire il vero, i bastoncini non sono indispensabili per portare il sushi alla bocca, lo sono più che altro per spostare le singole porzioni dal vassoio al vostro piatto. Per mangiare potete anche usare le mani. I nigiri, ad esempio, vanno stretti fra il pollice, l’indice e il medio e bagnati nella soia a partire dalla fettina di pesce e poi mangiati in un unico boccone. Spesso viene servito anche dello zenzero, serve per ‘lavare’ la bocca tra una portata e l’altra. Se avete ordinato sia sushi che sashimi, bisogna iniziare con il sashimi, che va necessariamente preso con le bacchette. Non passate il cibo dalle vostre bacchette a quelle di un altro commensale e non date la sensazione di divorare avidamente il vostro pasto. Non si beve direttamente dalle lattine e non si lascia il bicchiere completamente vuoto. Quando si è finito di usare le bacchette, riponetele nell’apposita ciotola e mai nel vostro piatto. E, rimanendo in tema di divieti, non prendete un piatto mentre in mano avete ancora le vostre bacchette e non piantate le bacchette nel riso, un gesto del genere al ristorante è di pessimo augurio. A fine pasto, vi complimenterete con lo chef dicendogli ‘gochi so sama deshita’ (‘Che bontà!’). Se lo chef, a sua volta, sarà di buon umore, vi sentirete rispondere ‘osamatsu deshita’, che nella sostanza significa ‘Avrei voluto offrirti un pasto di qualità superiore’, anche se, nella sua testa, sarà soddisfatto per avervi servito un ottimo sushi.

Cosa comprare nei mercatini di Londra -- leggi guide
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Cosa comprare nei mercatini di Londra

Amanti del vintage, nostalgici del punk, cacciatori di perle…d’antiquariato. I celeberrimi mercatini di Londra sono in grado di soddisfare qualsiasi richiesta in materia di shopping. Avrete solo l’imbarazzo della scelta: sono quasi trecento i mercati all’aperto, ad ogni latitudine della metropoli inglese. Tra i più famosi c’è, ad esempio, Portobello Road, nel quartiere di Notting Hill (reso celebre dall’omonima commedia con Hugh Grant e Julia Roberts). Qui è possibile acquistare davvero di tutto: frutta e verdura di ogni tipo e provenienza, abbigliamento ed accessori. Il mercato, però, è conosciuto soprattutto per le oltre mille bancarelle di antiquariato, dove, aguzzando la vista, si possono scovare delle rarità, oggetti antichi e da collezione di ogni epoca. Il marchio ‘Pada’, in particolare, identifica gli appartenenti all’associazione degli antiquari di Portobello, ed è garanzia di qualità, in quanto i soci sono vincolati da un codice professionale che tutela gli acquirenti. Il mercato è aperto dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 16.30 (il giovedì chiude alle 13.00, mentre il mercatino degli antiquari si tiene il sabato). Da non perdere, a ferragosto, il caratteristico carnevale caraibico – ricorda molto quello di Rio de Janeiro - nato negli anni Sessanta per ricordare il carnevale dell’isola di Trinidad. Spostiamoci a Camden Town, dove si tiene il mercato di Camden Lock, con bancarelle colorate, negozi e laboratori in cui trovare originali complementi d’arredo, magliette hippie e finanche abiti da sposa, in un’atmosfera vivace e multietnica. Il mercato è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00. Se i fiori sono la vostra passione, la vostra meta sarà l’East End, Columbia Road, dove si svolge un altro mercatino molto caratteristico -  è aperto ogni domenica dalle 8.00 alle 14.00 - con quasi cinquanta bancarelle tra fiori, abbigliamento, arredamento, cafè e ristorantini lungo le strade. Lo shopping all’aperto a Greenwich, nei pressi del Trinity College of Music, è celebre per l’arte e l’artigianato. Potreste perfino imbattervi in un concerto di musica classica degli allievi del college, mentre sbircerete tra più di 120 bancarelle di libri, dipinti, stampe, oggetti d’arte e vestiti. Il mercato si svolge il giovedì dalle 7.30 alle 17.00, e dal venerdì alla domenica dalle 9.30 alle 17.00. Le bancarelle di Petticoat Lane – aperto dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 14.00 e la domenica dalle 9.00 alle 14.00 - offrono anche una selezione di giocattoli, dvd e gadget elettronici. Il paradiso del vintage per tutte le tasche, però, è a Brick Lane, nell’East End, dove ogni domenica mattina c’è il mercatino che più appassiona artisti e studenti d’arte. Da segnalare, in particolare, un ex vecchio magazzino trasformato in negozio – il Beyond Retrò, al 110-112 di Cheshire Street - che propone delle vere chicche in fatto d’abbigliamento, dagli anni ‘40 ad oggi e a prezzi più che accessibili. I nostalgici dei Seventies andranno invece all’Hunky Dory. Alcuni locali della zona vi ricorderanno la cucina della nonna, vuoi per l’arredamento di modernariato che per i prodotti serviti, biologici al 100%. Chi vorrà adeguare la propria capigliatura al mood rètro che si respira nel quartiere, infine, affiderà la propria testa alle mani esperte di ‘Pimps & Pinups’.

Cosa comprare nei souk di Marrakech -- leggi guide
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Cosa comprare nei souk di Marrakech

Colori, profumi, sapori…e tanto caos! ‘Perdersi’ nei souk (o suq o ancora suk, cioé nei quartieri del mercato) delle città arabe è una delle esperienze più elettrizzanti che possano capitare ad un turista/viaggiatore. Marrakech è una delle città più belle del Marocco e allo stesso tempo è la meta ideale per gli amanti dello shopping d’impronta etnica, con i suoi 18mila artigiani (è seconda solo a Fès). I souk di Marrakech si trovano a nord e a est di piazza Djemaa el Fna e sono suddivisi in base alle merci in vendita da cui spesso traggono il nome. I più importanti della zona di Rue Bab Doukkala sono: Kimakhin (per gli strumenti a corda), Addadine (oggetti di metallo), Chouari (cesti e tornitura del legno), Tintori, Smata (ciabatte e cinture) e El-Bradiia (anfore). Spostandoci, invece, verso El Kebir, a Rahba Kedima, troviamo: El-Btna (pelli), Siyyaghin (gioielli), Zarbia (tappeti), El-Kabir  (pellame). La prima regola è contrattare, con un misto di gentilezza e fermezza, soprattutto nel rifiutare oggetti che non interessano o troppo cari. Un altro consiglio è quello di conservare le ricevute di acquisti importanti (ad esempio un grande tappeto): potreste sentirvelo chiedere alla dogana. Se la confusione e l’arte del mercanteggio non fanno per voi, è preferibile fare shopping nei magazzini statali, dove la merce si vende a prezzi fissi. Tra gli oggetti più ricercati ci sono senza dubbio i tappeti che si distinguono in tappeti di città e tappeti di montagna. I primi hanno origine persiana e nodi di lana di pecora, mentre l'ordito e la trama sono in cotone. I tappeti di montagna si distinguono in tre generi, in base alla provenienza: Alto Atlante, Medio Atlante e Marrakech. Ogni tribù riproduce disegni diversi e usa lana di montone, pecora o di cammello. Le signore più alla moda impazziranno per i caftani, da anni veri e propri must di ogni collezione di beachwear. In Marocco se ne trovano di bellissimi, tutti ricamati a mano. Un’ottima alternativa è il Draa azzurro, una sottoveste senza maniche e aperta su un lato con una tasca ricamata sul petto, diffusa soprattutto nel Sahara occidentale. Se avete un po’ più di tempo a disposizione, fatevi portare appena fuori città, nell'area industriale di Nihal, dove i tessuti vengono realizzati da esperti artigiani su telai tradizionali. Per adornare polsi, mani e caviglie andranno benissimo i gioielli delle donne berbere. In genere sono realizzati in argento o in oro 18k e decorati con pietre dure, ambra, corallo e turchese. Avrete solo l’imbarazzo della scelta tra bracciali, vistose collane, anelli e sensuali cavigliere. Acquisto imperdibile, per il settore beauty, il preziosissimo olio di Argan, dalle mille proprietà benefiche per viso, corpo e capelli. Marrakech è il luogo ideale anche per acquistare datteri, dolci a base di mandorle e spezie di ogni genere. Come concludere questo estenuante giro di shopping? Con una tazza di tè verde in un caffè della Medina, prima, e con una sosta all’hammam, poi. Gli hammam, anticamente bagni pubblici per la cura dell’igiene personale, oggi sono diventati luoghi di incontro e socializzazione per la popolazione marocchina (l’equivalente di un nostro centro benessere, solo un po’ più folcloristico) in cui ci si può coccolare e rilassare con bagni turchi (sono meno ‘stressanti’ delle saune), massaggi e docce calde.

Come scattare delle splendide foto in vacanza -- leggi guide
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Come scattare delle splendide foto in vacanza

Il reportage fotografico è da sempre uno degli aspetti più belli legati ad ogni viaggio. Volti, emozioni, paesaggi: le foto rendono immortali quegli attimi e consentono di condividerne il ricordo con amici, parenti e oggi anche con la vastissima community dei social network (Facebook, Twitter, Flickr, ecc.). Come scattare delle splendide foto? Il primo consiglio è quello di non essere troppo superficiali o banali, conseguenza della diffusione delle macchinette digitali e della possibilità di scattare più volte o in sequenza. Molto spesso non si presta la necessaria attenzione allo scatto che si va ad effettuare, mentre bisognerebbe aspettare qualche secondo in più, con l’occhio fisso sull’obiettivo, e cercare il momento giusto per fotografare. Se il soggetto è in movimento, gli scatti in sequenza sono, al contrario, indispensabili. Solo così potrete ottenere quell’istantanea speciale che altrimenti andrebbe persa. La maggior parte delle fotocamere moderne è dotata di una funzione molto utile, lo scatto continuo, che consente di riprendere in rapida successione un soggetto in azione. Le foto che non piacciono si possono tranquillamente cancellare. Secondo consiglio: tenere la fotocamera perfettamente immobile, soprattutto in contesti di scarsa luminosità. Se non potete aiutarvi con un cavalletto, tenete ferma la macchinetta utilizzando entrambe le mani, appoggiandovi ad un muro o tenendo i gomiti su una superficie orizzontale. Per imparare a fotografare i paesaggi, prendete spunto dalle cartoline. Osservandole attentamente riuscirete ad individuare i punti panoramici e le angolazioni giuste per immortalare luoghi suggestivi. Anche le riviste dedicate ai viaggi e al turismo potranno esservi d’aiuto. Quali sono gli orari più indicati per fotografare? Per la luce migliore ci sono le fasce orarie di “golden hour”,  ovvero di prima mattina o un’ora prima del tramonto. Fotografare una persona in pieno sole non è un’ottima idea per un ritratto. Basta fare una prova: come si fa a tenere gli occhi aperti e sembrare distesi e rilassati con il sole negli occhi? Inoltre, la luce diretta dei raggi non è omogenea, e formerà, sul viso del soggetto fotografato, luci e ombre indesiderate. Quindi sarebbe preferibile spostare la persona in un luogo dove la luce è più omogenea. Sempre per i soggetti, una buona regola per scatti interessanti è quella del contrasto: ciò che è nuovo vicino a ciò che è vecchio, ciò che è scuro accanto a ciò che è chiaro, ciò che è degradato o dismesso accanto a ciò che è tirato a lucido. Quando fotografiamo animali, bambini o in generale soggetti di bassa statura o collocati vicino al suolo, dobbiamo ricordare di abbassarci posizionandoci all’altezza degli occhi, per un punto di vista insolito e rendere la nostra foto non banale e più armoniosa. Il mare, o le linee orizzontali di un soggetto di fronte a noi, devono essere perfettamente orizzontali. Troppo spesso capita di fotografare un mare dai colori splendidi ma di non allineare l’orizzonte, rendendo inutili, così, i nostri sforzi per avere un ritratto da cartolina. Per immortalare monumenti, stradine di borghi antichi e centri storici, non vi limitate agli scatti frontali. Cercate di cambiare prospettiva, ad esempio, sdraiandovi su un fianco o cercando qualche scalino su cui salire. Il flash non sempre è fondamentale: a volte, per creare effetti particolari, bastano la luce del sole, delle candele o dei neon. Per avere maggiore sensibilità dalle condizioni di luce del posto potete inoltre aumentare la sensibilità ISO della vostra macchinetta. L’immagine risulterà leggermente granulosa, ma ne sarà valsa la pena. Per immortalare quei dettagli – un fiore, una pietanza al ristorante, ecc. – che rendono unica la vostra vacanza, bisogna invece saper affinare l’arte dello zoom e controllare le impostazioni sulla messa a fuoco. Volete infine dare ad una foto l’effetto di un dipinto? In questo case vale la regola di collocare il soggetto più importante - o l’orizzonte - non al centro, ma in corrispondenza di un terzo dell’immagine.

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Mare e montagna: galateo formato famiglia

Il bon ton non va mai in vacanza. Anzi, è importante e gratificante, per sé e per gli altri, saper dimostrare - proprio sotto l’ombrellone o sugli sci - di aver imparato le buone maniere, ovvero quell’insieme di regole di convivenza civile che, se osservate al momento giusto, contribuiranno a far trascorrere a tutti delle splendide vacanze. Cominciamo dalla beach etiquette. Il principio che riassume in sé tutti gli altri è questo: non fate agli altri ciò che non vorreste venisse fatto a voi. Gli esempi si sprecano: non urlare nelle orecchie dei vicini d’ombrellone, non abbandonare rifiuti sulla spiaggia (prestando particolare attenzione agli escrementi di Fido e ai mozziconi di sigaretta),  non correre sollevando troppa sabbia, non scrollare l’asciugamano nelle immediate vicinanze di altre persone, tuffarsi in acqua senza esagerare con gli schizzi, non giocare a racchettoni o a frisbee tra gli ombrelloni, non invadere gli spazi altrui, non occupare le docce degli stabilimenti per troppo tempo. Capitolo abbigliamento: se in linea di principio è vero che ognuno è libero di scendere in spiaggia vestito come vuole, è anche opportuno fare le necessarie valutazioni prima di sfoggiare un tanga o azzardare un topless. Al bar e nei bazar, poi, t-shirt e bermuda per lui e pareo per lei sono obbligatori. I cibi troppo unti o con un odore ‘persistente’ non andrebbero consumati sulla spiaggia. Anche gli stereo a tutto volume sono vietati, così come le suonerie che possono disturbare il sonno dei vicini. Se la vostra vacanza si svolge su una barca, ricordate che è buona educazione non portare valigie ingombranti (una sacca di tela riuscirà a contenere l’indispensabile) e dare una mano sia nelle pulizie quotidiane che nelle manovre di bordo (attenendovi a ciò che dice il capitano). Prima di fare una doccia è opportuno chiedere il permesso: le riserve di acqua dolce a bordo sono importanti. Evitate, inoltre, di spalmarvi creme troppo oleose che potrebbero sporcare e di non sedervi con il costume bagnato sui cuscini. Spostiamoci in montagna. Anche qui i ‘comandamenti’ da rispettare non mancano: non spingere, rispettare le code agli impianti di risalita, non tagliare la pista e non sciare a ridosso degli altri sciatori, aiutare gli atleti in difficoltà e soccorrerli in caso di incidente. Se decidete di partecipare ad un’escursione collettiva, informatevi bene prima su ciò che vi aspetta, in modo da poter ragionare sulle vostre effettive capacità di resistenza, onde evitare di tormentare gli altri escursionisti con lamenti continui sui dolori alle gambe, alla schiena e ai piedi, sul caldo o sul freddo, ecc. In vacanza con le vostre piccole pesti? Fate in modo che la loro sana voglia di vivere non si trasformi in un inferno per il prossimo. Fate attenzione soprattutto ai decibel: sì alla voglia di giocare in spiaggia, no alle urla ingiustificate. Al ristorante saranno sempre gradite, anche da parte degli ospiti più piccoli, le formule di cortesia più elementari - per favore, “sì, grazie” o “no, grazie” – e un minimo di delicatezza nel consumare il cibo (sedere composti, ordinare o servirsi porzioni che si pensa di poter finire, pulirsi le labbra prima di bere, non usare la tovaglia per pulirsi le mani, non portare il coltello alla bocca). La sera vestite i vostri figli da bambini, non da piccoli lord, ma neppure da guerriglieri, star dell’hip hop, veline o tronisti. Bandite, infine, le parolacce e le volgarità, in ogni occasione!

 

 

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Cosa comprare a Dubai

Incastonato in uno scenario unico tra le dune del deserto, il mare e le montagne, l’emirato arabo più conosciuto del mondo, Dubai, si è guadagnato negli ultimi dieci anni l’ambito titolo di nuova capitale mondiale del lusso e dello shopping. Non è un caso se è qui che si svolge ogni anno uno Shopping Festival (dubaishoppingfestival.com) da far girare la testa, che attira nell’emirato quasi tre milioni di visitatori. La kermesse si svolge tra il Dubai Mall, il centro commerciale più grande del mondo ed altre cinquanta strutture e consiste in…un mese di acquisti sfrenati! Sconti (tra il 30 ed il 70%) e omaggi su articoli di ogni genere: abiti griffati, profumi e make up, elettrodomestici, gadget tecnologici, oro, gioielli e chi più ne ha più ne metta! I prezzi sono già in partenza più bassi che in Europa, visto che la spesa è esentasse. Se ciò non bastasse, è anche possibile tentare la fortuna: il Dubai Shopping Festival organizza la più grande lotteria d’oro ed offre molte altre opportunità per vincere premi di ogni tipo. Durante la rassegna – che quest’anno si è svolta dal 20 gennaio al 20 febbraio, lo stesso periodo è previsto per il 2012 – le giornate sono animate da feste ed altri eventi: spettacoli per bambini, animazione di strada, concerti, esibizioni teatrali, tornei sportivi, mostre di pittura e scultura. Se il vostro viaggio non coincide con il mese della kermesse, poco male. Il Dubai Mall è pronto a stupirvi tutto l’anno. Tra le attrazioni del centro commerciale ci sono: il più grande suq dell'oro al mondo, con 220 tra orafi e gioiellieri; la ‘Fashion Island Avenue’ (Isola della moda), con settanta negozi dedicati all'alta moda; la celebre Galeries Lafayette parigina; KidZania, un centro di intrattenimento educativo per bambini di 8.000 metri quadrati; un cinema multisala con ventidue schermi; un supermercato che vende esclusivamente cibo biologico. Il complesso ospita, inoltre, un lussuosissimo albergo con 250 stanze e 120 tra bar e ristoranti.  Le signore impazziranno di gioia all’idea di poter trovare, a Dubai, tanti diamanti di ogni taglio e dimensione, anche non montati, completi di garanzia, ad ottimi prezzi (spesso frutto di un’abile trattativa che qui, come in altri paesi arabi, è una delle regole fondamentali del commercio). Le grandi griffe della moda, qui, ci sono tutte: da Versace a Calvin Klein, da Chanel a Kenzo, passando per Prada e Christian Dior. Gli amanti dell’antiquariato si recheranno, invece, da Al-Orooba Oriental, uno dei pochi negozi  a proporre pezzi autentici ed oggetti da collezione di altissima qualità, tra cui un'impressionante selezione di gioielleria beduina, vecchi khanjars (i pugnali incurvati), ceramiche, miniature e tappeti persiani. Tra un acquisto e l’altro, ci si potrà distrarre pattinando sul ghiaccio, con una sciata indoor, oppure visitando il più grande acquario al coperto del mondo (inserito proprio per questo nel Guinness dei primati), il ‘Dubai Acquarium and Underwater Zoo’, o ancora con un gustoso aperitivo nella esclusiva lounge dell’Armani Hotel. Neanche gli amanti dello shopping etnico rimarranno a bocca asciutta. Basta addentrarsi in uno dei suk, dove sono in bella esposizione: tappeti persiani e dhurry, le spezie e i tessuti del quartiere di Bastakya, caffettiere arabe, coppe di marmo, spade e pugnali khanjar d’argento e di bronzo, mobili di palissandro e di noce intarsiati. Ed ancora vassoi, portagioie e cofanetti decorati con lapislazzuli, turchese, malachite e altre pietre semipreziose, immagini incorniciate degli soggetti-simbolo dell’emirato (caffettiere, cammelli, palme). Al Mina Bazar, poi, si trovano tessuti pregiati e sarti, sia per uomo che per donna, in grado di confezionare abiti su misura di qualità a prezzi più che accessibili, in appena due-tre giorni. Non dimenticate, infine, che il Duty Free dell’aeroporto di Dubai ha ottenuto numerosi riconoscimenti ed è considerato una delle migliori rivendite esentasse del mondo.

Shopping e cultura: weekend all'outlet -- leggi guide
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Shopping e cultura: weekend all'outlet

Ormai sono delle mete turistiche a tutti gli effetti, lo spunto per trascorrere un weekend fuori porta abbinando la passione per lo shopping alla possibilità di visitare uno o più luoghi d’arte nelle vicinanze. Stiamo parlando degli outlet - moderne cittadelle dell’acquisto griffato e superscontato - spuntati come funghi in ogni angolo d’Italia. Difficile, del resto, resistere a ribassi compresi tra il 30 ed il 70% sui marchi più noti del made in Italy. La nostra mini-guida agli indirizzi da non perdere inizia dal Franciacorta Village di Rodengo Saiano, Brescia: qui l’ultima new opening in ordine di tempo tra i 160 negozi del centro, è stata la boutique Bagutta 1975, con il taglio del nastro affidato alla showgirl Maddalena Corvaglia. Contattando il Punto Turismo si potranno programmare suggestivi itinerari alla scoperta della Franciacorta, zona conosciuta per i suoi vini e per la natura rigogliosa. Ad alto indice di gradimento anche gli outlet del gruppo McArthurGlen: il Serravalle Designer (a Serravalle Scrivia, Al), Noventa di Piave (nell’omonima località in provincia di Venezia), Barberino (immerso nel verde di Barberino del Mugello, Fi), Castelromano (alle porte di Roma) e La Reggia (a Marcianise, Caserta, il più grande del Sud Italia). In posizione strategica per un weekend all’insegna del binomio shopping-e-cultura c’è anche il Fidenza Village, non lontano da Parma. Collegandovi al sito Fidenzavillage.com e cliccando su ‘Organizza la tua Visita’, sarete sempre aggiornati sugli eventi in programma e su luoghi e attrazioni da visitare nelle vicinanze, dalla Reggia di Colorno alle Terme di Salsomaggiore. Ricchissima di outlet e di spacci aziendali è, poi, la Toscana. La meta più ambita è The Mall, a Incisa Valdarno (Fi), che offre prezzi scontatissimi sulle firme più amate da tutte le fashioniste: Gucci, Burberry, Tod’s, Stella McCartney, Armani, Hogan, Valentino, Fendi, ecc. E’ lo stesso outlet ad organizzare collegamenti quotidiani via autobus con il capoluogo toscano. Da segnalare anche ‘Sotto Sotto’ a Campi Bisenzio (Fi), il Fendi Outlet a Rignano sull’Arno (Fi) ed il Factory Outlet Roberto Cavalli ad Osmannoro (Fi). Nella vicina Arezzo, invece, code chilometriche davanti all’outlet Prada di Montevarchi: gli sconti sulle vecchie collezioni di abiti ed accessori arrivano fino al 70%. Se le file troppo lunghe non fanno per voi, potrete sempre ‘ripiegare’ sul Valdichiana Village a Foiano della Chiana. Si presenta come ‘Il borgo toscano della moda’ e non è difficile capire perché: è strutturato come un vero e proprio borgo tipico con piazze, portici, terrazze, ponti e porte di accesso che ricalcano lo stile architettonico dei centri storici. Le Marche sono la patria dell’eccellenza calzaturiera. Dunque, non possiamo che indirizzarvi verso Sant’Elpidio a Mare, dove ha sede lo Spaccio Outlet Della Valle (Tod’s e Hogan) o verso gli outlet del marchio Andrea Morelli di Civitanova Marche, Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto. Nelle vicinanze di Roma l’outlet più famoso, oltre al già citato Castelromano, è il Valmontone Fashion District. Nella sezione turismo del suo sito internet potrete trovare offerte e pacchetti ad hoc, mentre consultando la sezione ‘news&eventi’ sarete sempre aggiornati su settimane promozionali con sconti aggiuntivi rispetto a quelli abitualmente praticati. Una visita la merita anche il Soratte Outlet Shopping: a nord della capitale, nel comune di Sant’Oreste, sorge ai piedi del monte Soratte, l’Olimpo degli antichi romani. Il design è ispirato alle più belle architetture del passato, come Villa Adriana. Tra i pacchetti offerti per trascorrere una giornata piena di piacevoli impegni nei dintorni di Roma, c’è ad esempio il Luxury Shopping Tour: in un’unica giornata, un programma personalizzato che comprende, di mattina, la visita a palazzi storici, monasteri o aree archeologiche ed un pranzo gourmet in un ristorante selezionato con scelta di vini regionali doc; nel pomeriggio, shopping in uno degli outlet con possibilità di ulteriori sconti grazie ad una speciale card turistica. Qualunque sia la vostra destinazione, comunque, giocate d’anticipo iscrivendovi, qualche settimana prima, alla newsletter del vostro outlet preferito, per essere informati in anteprima su eventi, concorsi, inaugurazioni e promozioni: la settimana giusta per partire potrebbe essere diversa da quella individuata da voi!

iPhone, iPad&Co.: le app del turista 2.0 -- leggi guide
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iPhone, iPad&Co.: le app del turista 2.0

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Il galateo del crocierista -- leggi guide
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Il galateo del crocierista

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